Sagra delle Nocciole, rappresentazione di un antico mestiere: il calzolaio
 
Sagra delle Nocciole: l'arredo tipico di una casa del passato
 
 
 
 
 
Madonie: feste religiose e
folcloristiche dei comuni del parco
La Sagra delle nocciole a Polizzi Generosa: un'occasione per riscoprire la cultura contadina
Testo e fotografie di Vincenzo Anselmo
 

Una vasta area del territorio, che si estende a nord del centro abitato di Polizzi Generosa, è caratterizzata da una fitta vegetazione arborea costituita quasi esclusivamente dal nocciolo.
L'area in oggetto è l'unica delle Madonie ad essere destinata, ormai da diversi secoli, alla coltivazione delle nocciole, un frutto di fondamentale importanza per la produzione di alcuni dolci e che ha rappresentato per buona parte delle famiglie polizzane, almeno fino agli anni '60, la principale fonte di reddito. Oggi, tale frutto, continua ad essere coltivato, tuttavia ricorrendo ancora a tecniche e metodi arcaici, cosa che ha comportato una diminuita capacità di penetrazione nei mercati e, quindi, un forte calo del rendimento; la conseguenza è che vaste aree vengono abbandonate e poi, quasi sempre, distrutte dagli incendi.
Per contribuire a promuovere il prodotto, nella seconda metà di questo secolo è stata ideata la Sagra delle nocciole - una manifestazione arricchita e migliorata di anno in anno - che si svolge l'ultima domenica di agosto, quando il frutto ha quasi raggiunto la maturazione e può già essere piacevolmente consumato.
Scopo della manifestazione è anche quello di riscoprire usi e costumi della cultura tradizionale contadina, ormai quasi del tutto scomparsa e, comunque, poco conosciuta.
In occasione della Sagra delle nocciole, negli slarghi che si aprono lungo la via principale della cittadina - amata da re, regine e imperatori che a lungo e in diverse occasioni vi soggiornarono - vengono ricostruiti da gruppi di giovani veri e propri angoli che riproducono suggestivamente le più importanti attività di vita campestre, come a mannara, u pagghiaru, u parmiantu, e di vita paesana, come u scarparu, u furgiaru, u vardiddaru: sono le "bancarel­le" (così vengono chiamate le varie strutture realizzate) la cui preparazione inizia anche con largo anticipo sull'evento.
Nel giorno dei festeggiamenti si assiste, così, alla messa in scena di alcuni momenti di vita quotidiana del passato: ecco u picuraru che munge le pecore rinchiuse nei recinti per poi trasformare il latte in latticini; u scarparu che cuce e ripara vecchie scarpe; u furgiaru che sostituisce i ferri negli zoccoli dei cavalli; u furnaru che impasta la farina e inforna il pane; u mulinaru che macina il frumento; gruppi di donne che, raccolte in un cortile, lavorano all'uncinetto; il cantastorie che, nel giorno di festa, allieta la serata di chi finalmente può godere di un po' di riposo.
è possibile, inoltre, degustare prodotti tipici appena realizzati come la tuma, formaggio fresco appena preparato; la ricotta con il siero; a scacciata, pane caldo condito con olio, formaggio e pepe; i cudduruna, pasta appena lievitata, fritta e ricoperta di zucchero.
Nel pomeriggio, lungo le vie principali di Polizzi Generosa, si snoda una sfilata con antichi, tipici carretti siciliani, gruppi folcloristici che intonano musiche tradizionali e diversi giovani che indossano costumi d'epoca, rievocando figure come u suprastanti o u campiari, e si distribuiscono, a tutti i presenti, nocciole.

Ottobre 1998
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